Workshop: Health Democracy – Democratic Health

Date

24/11/2021 – online, piattaforma Discord

Workshop: Health Democracy – Democratic Health

Carlo Caldarini e Felicia Modica

Alla luce della prossima pubblicazione del report “Health Democracy – Democratic Health”, i membri della Fondazione Giovani Socialisti si sono incontrati su Discord con Carlo Caldarini e Felicia Modica (curatori del volume) il 24 novembre 2021, per discutere percezioni politiche e prospettive europee in ambito di covid e salute pubblica. L’incontro è stato una preziosa occasione di scambio e dibattito a partire dai risultati del progetto europeo “Heath Democracy”, finanziato da FEPS e Fondazione Socialismo ed in collaborazione con la rivista Mondoperaio. Il progetto è un invito a riflettere collettivamente sul cruciale rapporto tra democrazia e salute nell’attuale crisi sanitaria, in modo da discuterne gli effetti e le misure politiche ad essa associate. Il fine ultimo è dunque di analizzare disuguaglianze sociali e diritti fondamentali per trasformare i rapporti tra democrazia e salute in senso inclusivo.

Tra gli obiettivi di progetto, il report curato da Caldarini e Modica rappresenta la sezione “teorica” di un’analisi incentrata su tematiche di salute pubblica e sociale in tempo di covid. Si tratta di un’esplorazione scientifica e cosmopolita degli scenari democratici in gioco, laddove i capitoli partono da un luogo specifico (Bruxelles, Londra, Roma e Myanmar) come punto cardinale e testimonianza simbolica della transnazionalità della crisi. Gli autori sono tutti giovani ricercatori e attivisti che, per esperienza, conoscenza o interesse di ricerca, prendono parola su quattro tematiche in particolare:

  • Disuguaglianze sociali e salute

capitolo di Eva Alvarez Del Llano e Celia Salazar, da Bruxelles

Focus – Mezzaluna povera, quartiere di Bruxelles, laddove le disparità socioeconomiche nel reddito, nell’occupazione, nell’istruzione, nonché le differenze demografiche, come l’età o il sesso, sono associate a un’esposizione ineguale a fattori di rischio per la salute e ambientali.

  • Sicurezza e libertà individuali

capitolo di Mara Caldarini e Matthew Willett, da Londra

Focus: analisi del rapporto tra libertà a paragone dei due lati della protesta inglese: Proteste “Unite for Freedom” (misure di protezione della salute pubblica viste come un attacco alle libertà individuali) e “Black Lives Matter” (giustizia per le vite dei neri, i diritti delle donne, contro la violenza della polizia e contro tutte le disuguaglianze strutturali).

  • Politica e tecnocrazia

capitolo di Valerio Canonico, da Roma

Focus: emergere della tecnocrazia intesa come democrazia governata da esperti, nonché del del rapporto tra conoscenza e potere.

  • Democrazia e salute

capitolo di Clelia D’Apice (ricercatrice) e Kaung Suu Lwin (medico), dal Myanmar

Focus: legame essenziale tra salute e democrazia, attraverso tre argomenti principali: le istituzioni e i processi democratici sono un catalizzatore per migliorare la salute della popolazione; la democrazia ha un ruolo motore per i determinanti sociali della salute e del raggiungimento dell’equità sanitaria; la salute è un diritto umano indispensabile per l’esercizio di tutti gli altri diritti umani.

Dal report emergono dunque necessarie cinque condizioni per ridurre l’iniquità sanitaria:

  1. servizi sanitari di buona qualità e accessibili;
  2. sicurezza del reddito e un livello adeguato ed equo di protezione sociale;
  3. condizioni di vita dignitose;
  4. buon capitale sociale e umano;
  5. condizioni di lavoro e di lavoro dignitose.

Il workshop ha permesso ai partecipanti di sviluppare un’opinione a partire da due nodi tematici fondamentali, proposti dagli autori.

Gli autori del capitolo di Londra hanno invitato a riflettere sulle seguenti domande:

  • Si possono giustificare proteste sociali, come quelle per l’uguaglianza razziale e sanitaria durante una crisi di salute pubblica, come quella attuale?
  • In particolare, possiamo giustificare queste proteste, quando le comunità che protestano sono in gran parte quelle sproporzionatamente colpite dal Covid-19?
  • In che modo il concetto di libertà invocato da coloro che manifestano contro le misure sanitarie (vaccini, ecc.) differisce da quello di chi manifesta in nome della giustizia sociale, per le vite dei neri ecc.? Differiscono davvero? E se, sì, perché?
  • Cosa intendiamo per salute pubblica e qual è la sua relazione con la libertà?

Secondo i partecipanti del workshop, il diritto di protesta è fondamentale alla democrazia. Esistono tuttavia vari modi di protestare, che possono risultare più o meno aderenti alle restrizioni vigenti in materia sanitaria. In questo senso, il diritto di parola dev’essere sempre garantito, a prescindere dal tema discusso, dalla qualità e quantità di individui partecipanti: il vero fattore di rilevanza è la democraticità della protesta, dove gli spazi di violenza non devono trovare respiro. Le proteste per l’acquisizione dei diritti, secondo loro, differiscono da altre nel momento in cui discutono un diritto. La libertà che si intende acquisire attraverso il diritto rimane comunque problematica: ad esempio, la richiesta di “libertà dal vaccino” non può che far emergere delle necessarie riserve durante una pandemia. È possibile dunque parlare di un ordine tra i diritti, dove certe limitazioni della libertà sono plausibili per la tutela di altre.

Gli autori del capitolo di Bruxelles, Alvarez Del Llano e Salazar, hanno posto invece le seguenti domande:

  • Nei vostri territori, qual è la situazione delle disuguaglianze sociali?
  • Si parla anche da voi delle disuguaglianze sociali e di salute? Vi è un dibattito politico su questo?
  • E se le popolazioni più povere sono anche quelle colpite maggiormente dalla crisi sanitaria, come possono i comuni più poveri attuare tali politiche di prevenzione?

La risposta dei partecipanti è stata intensa e ricca di contenuti, considerata la rilevanza della tematica per il territorio italiano. Secondo loro, infatti, la situazione varia a seconda dell’area che si intende prendere in esame. Nel Nord Italia vi è un marcato problema nella gestione e la ricerca degli affitti, con una grande difficoltà per la popolazione di trovare casa; il welfare in generale riesce a penetrare attutendo i danni. Nel Centro Italia si ripresenta il problema abitativo, perlopiù relativo alla zona (città, provincia). Anche qui la presenza del welfare è positiva, ma non si può chiudere occhio sulle condizioni di lavoro precarie, la disoccupazione crescente e l’assenza di tutele sul lavoro che si traduce in sfruttamento in alcune situazioni. Il Sud sperimenta problemi nell’utilizzo dei servizi della salute pubblica, oltre che ai problemi relativi alla disoccupazione e le dinamiche del lavoro stagnanti. E’ curioso il fenomeno per cui alcuni settori in cui le disuguaglianze tendono a pronunciarsi, vengano sfruttati per un fine politico: per esempio in una città dove l’ospedale è il punto di riferimento della città, la politica tende a marciare sulla sua politica di gestione.

Affinché i comuni possano godere di respiro, è necessario rivedere le regole stringenti fissate per gli enti locali riguardo il fiscal compact. Su di essi, infatti, lo strumento agisce in maniera differente che su scala nazionale, e tende a bloccare l’iniziativa pubblica anche laddove questa potrebbe essere benefica. L’operato di cooperative, di associazioni e del terzo settore in generale, riescono in alcune realtà a penetrare meglio della mano pubblica, un’opera di promozione di queste entità potrebbe allora definire vantaggi significativi.

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