Il Myanmar tra COVID-19 e colpo di stato

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dott. Zaw Wai Soe, Ministro della Sanità del Myanmar

Un colpo di stato militare ha preso il potere in Myanmar (che molti lettori ancora conoscono meglio sotto il nome di Birmania) il primo febbraio 2021. Il Governo di Unità Nazionale è il governo in esilio che si contrappone al Consilgio d’Amministrazione dello Stato, come si chiama la giunta golpista. Ad oggi, la situazione in Muyanmar è estremamente difficile: la campagna di opposizione non violenta, promossa da sindacati e società civile, è stata lungo i mesi affiancata da una crescente forza di resistenza armata, che ha reclutato quadri dall’esercito e dalla polizia che disertavano dalle forze golpiste. Non è chiaro se la giunta controlli tutto il territorio nazionale, e le forze d’opposizione rivendicano la loro presenza, certamente sono centinaia i prigionieri politici e cresce il numero delle vittime degli scontri. Sul piano internazionale, il delegato della giunta non è riuscito a sostituire quello dell’opposizione all’ONU, e il Parlamento Europeo ha votato per il riconoscimento del Governo di Unità Nazionale lo scorso ottobre. Quest’articolo del dottor Zaw Wai Soe, ministro della sanità in esilio, sembra esporre il problema sanitario in epoca di Covid, lasciando appena sullo sfondo la crisi politica. Ma la sua intenzione è appunto di dimostrare che “Nessuno è al sicuro se ciascuno non è al sicuro”. Lo scopo è anche di mostrare che l’Unità Nazionale non ha rinunciato alle sue responsabilità e cerca, come può, di compiere i suoi doveri. (ndt)

La pandemìa di COVID-19 colpisce le nazioni sviluppate e quelle in via di sviluppo in maniera diversa. Dall’inizio del contagio, nel mondo sisono messe in campo diverse pratiche, come misure preventive quali l’igiene per le mani, le mascherine, il distanziamento sociale e misure più severe sulla chiusura delle frontiere, le restrizioni agli spostamenti e il lockdown delle città più colpite. Innovazione scientifica e tecnologie avanzate hanno messo gli scienziati in grado di produrre e distribuire il vaccino sin dall’inizio del 2021. Nonostante i vaccini e le misure di distanziamento sociale, l’emergere di nuove varianti ha provocato una nuova minaccia in molti paesi inclusi quelli asiatici. Esistono aspetti plurimi dell’impatto economico, sociale, sanitario della pandemia da COVID-19. Il Myanmar non fa eccezione, ma la complessità e la severità della dimensione pandemica è stata chiaramente resa molto più grave dal colpo di stato militare del 2021.

Sistema sanitario.

Il sistema sanitaria del Myanmar con le sue risorse limitate stava già combattendo le sue battaglie dall’inizio della pandemìa ma il precedente governo democratico aveva gestito la prima e la seconda ondata con successo imponendo uno stretto lockdown e misure di quarantena in tutto il paese.

L’ONU (2020) aveva dichiarato il Myanmar vulnerabile per il suo fragile sistema sanitario. Dal colpo di stato militare, la gran parte della struttura pubblica ha sostenuto il Movimento per la Disobbedienza Civile in diverse regioni. Il servizio sanitario ha garantito cure generali, cure d’emergenza durante gli scioperi e tra gli sfollati, ma d’altra parte il colpo di stato ha abbattuto questi servizi arrestando personale medico e attaccando i servizi. La giunta militare è inadeguata e incapace di mettere in campo azioni di prevenzione e gestione, ha scarsa capacità di comunicare nella crisi sanitaria e di attuare misure di salute pubblica, e questo ha condotto alla crescita dell’infezione e a un devastante numero di morti durante la terza fase del giugno 2021. In molti hanno avuto difficoltà ad essere ricoverati in ospedale, ci sono state carenze nelle scorte di ossigeno e morti per pura e semplice malagestione dei militari.

Il Ministero della Salute del governo di Unità Nazionale (il governo all’opposizione ha promosso misure profilattiche ed educative con la radio, i social media e il web. I canali Telegram di salute e telemedicina sono stati lanciati a metà luglio e circa 60mila persone hanno ricevuto qualche parere o terapia. Comunque, il Ministero ha riserve di materiale limitate, scarse risorse per fare i tamponi, gestire le quarantene, manca di personale e della capacità di svolgere il suo ruolo nel contesto dato.

Il Myanmar aveva iniziato il programma di vaccinazione il 25 gennaio 2021, uno dai primi paesi nel Sud-Est asiatico. Ma la campagna vaccinale si è bloccata col colpo di stato. i militari stanno ora cercando di farla ripartire con il Sinovac e il Sinopharm. Il nostro Ministero, nell’ambito del governo di Unità Nazionale formato il 2 marzo 2021, cerca di portare il vaccino nelle aree remote e presso le minoranze etniche, assieme con le task force COVID costituite dai loro rappresentanti. L’accesso al vaccino è cruciale per rimettere in sesto l’infrastruttura e la forza lavoro del paese, assieme col riorno alla pace e alla democrazia. Molti ostacoli si frappongono alla tempestiva diffusione del vaccino, nella necessità di coordinamento con le agenzie internazionali e con gli stakeholders, di avere una catena del freddo operativa, di avere competenze , sicurezza (sia fisica che dei dati), e ottenere un reale impegno per questi fini.

Sistema sociale

Riguardo gli aspetti sociali, il numero di persone sfollate era di oltre 200mila ad Agosto 2021 e poi è ancora cresciuto, secondo l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici (AAPP, 2021). Inoltre, molte Ong hanno quasi fermato le loro attività con il colpo di stato. Pertanto, gli sfollati e chi vive in aree remote incontrano difficoltà nel ricevere cure mediche, incluse quelle per il COVID-19 dato che le condizioni nei campi e nelle zone di sfollamento impediscono il distanziamento.

Secondo la Myanmar Living Condition Survey della Banca Mondiale (2017), il 24.8% della popolazione viveva sotto la linea di povertà di un dollaro al giorno. Con l’impatto della pandemìa del colpo di stato, un maggior numero cadrà sotto questa linea. Gli anziani sono i più vulnerabili in queste condizioni. Nel 2020, il Myanmar ha sviluppato fondi pubblici per le famiglie povere e ha distribuito gratifiche periodiche di 40/50mila kyats (30 dollari USA) per il personale sanitario. Non c’è stato niente dal colpo di stato e il deteriorarsi dell’economia spingerà i più vulnerabili nella povertà. Le sanzioni e il ritiro degli investimenti esteri colpiscono il piccolo e il grande commercio. Il sistema scolastico ha incontrato problemi in molti paesi asiatici con le chiusure delle lezioni, ma al contrario che nei paesi sviluppati, gli studenti nei paesi a reddito medio-basso come il Myanmar hanno limitato accesso alla didattica a distanza per la limitata diffusione dell’accesso all’Internet. Nel Myanmar, tutte le università e le scuole sono state chiuse per 18 mesi, con conseguenze educative gravi. Molti sutdenti hanno partecipato ai movimenti di protesta, finendo con il dover sfollare altrove, e a volte rimanendo arrestati o persino uccisi.

Sistema economico

Il Myanmar assieme all’Afghanistan, al Bangladesh, al Bhutan, alla Cambogia, al Laos, al Nepal devono far fonte a crisi finanziarie mentre le loro spese sanitarie sono sotto la media e minore è la loro resilienza agli shock esterni. Secondo la commissione ESCAP delle Nazioni Unite, I paesi a medio e basso reddito in Asia avranno crescite negative o modeste per la pandemìa, e questo renderà anche più complesso raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’ONU.

Altre considerazioni da farsi comprendono l’assenza di strumenti efficaci di stimolazione socioeconomica come misure di welfare, sussidi di disoccupazione, programmi di prestito, sostegno ai soggetti vulnerabili, in un quadro di crescita della disoccupazione, riduzione del PIL per la chiusura delle frontiere e crollo del turismo. Inoltre, gli emigranti del Myanmar che lavorano nei paesi vicini tendono a tornare a casa, trasportando l’infezione laddove è più difficile gestirla, nelel aree rurali.

Facendo un bilancio, nessun paese era preparato per questa pandemia, com’è evidenziato dal numero di persone decedute ma anche dall’impatto sui sistemi sanitari, dalel reazioni politiche, dagl iesiti socioeconomici. Per quanto riguarda il Myanmar, ci sono molte incertezze, per la bassa copertura vaccinale e l’oppressione per mano dei militari, nonchè lo stato di conflitto armato sul territorio. La comunità internazionale deve stare unanime dalla parte della pace, attuadno azioni significative contro il regime. Senza pace, l’instabilità continuerà ad annullare gli sforzi di gestione della pandemìa. “Nessuno è al sicuro se ciascuno non è al sicuro” – con questo in mente, ci appelliamo all’unità generale dei soggetti globali per sostenere il Myanmar nel suo duplice sforzo: curare l’epidemia e restuaure il potere democratico.

Note:

Golam R et al 2021, ‘Socio-Economic Implications of COVID-19 Pandemic in South Asia: Emerging Risks and Growing Challenges’, Frontiers in Sociology, view 3 October 2021.

Nuruzzaman S & Tateno Y 2021, ‘COVID-19 pandemic and the Asia-Pacific LDCs: Impacts, challenges, gaps and way forward’

United Nations 2020, ‘The Social and Economic Impact of COVID-19 in the Asia-Pacific Region’

United Nations 2020, ‘The Impact of COVID-19 on South-East Asia’

World Bank 2017, ‘Myanmar Living Condition Survey’

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