FEPS – POLICY BRIEF

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La crisi sanitaria in corso ha messo in luce i limiti delle attuali politiche di integrazione europea, con la loro enfasi sullo sviluppo del mercato interno che tende, al contempo, a marginalizzare ciò che la maggior parte degli europei considera più importante: salvare vite e promuovere salute e benessere.

Il documento di posizione Socialdemocratico, del 12 maggio 2020, intitolato “Un’Unione Europea della Salute– aumentare la competenza dell’UE in materia di salute – far fronte al COVID19 e guardare al futuro” ha aperto un nuovo capitolo del progetto Europeo.

Con la messa in comune delle risorse europee per il prefinanziamento della ricerca e gli appalti pubblici sui vaccini – dimostratisi più efficienti rispetto alle gare d’appalto degli Stati membri – gli europei saranno i primi a godere dei benefici di un’Unione Europea della salute (EHU- European Health Union). Il potenziale margine d’azione all’interno dell’EHU è ampio, prevedendo alcune chiare opzioni. Tuttavia, rimane il rischio di ritorno ad un sistema in cui l’UE non agisce in materia.

La scelta migliore per gli europei sarebbe quella di modificare il Trattato sull’Unione europea (TUE), al fine di prevedere un’esplicita competenza giuridica sanitaria all’UE, costruendo una vera e propria Unione Europea della Salute – preservando la sussidiarietà ove funzionale. L’Unione europea non dovrebbe dunque preoccuparsi semplicemente di “un mercato unico” e di “un’unione economica e monetaria”. La richiesta di ottenere un’Europa più sociale, di progressi concreti verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) ed il Green Deal, non può più essere respinta. La salute deve essere al centro di una rinnovata Europa sociale.

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The ongoing health crisis has highlighted  

the limits of existing European integration  

policies, with their emphasis on the  

development of the internal market while  

marginalising what most Europeans  

consider most important: saving lives and  

promoting health and wellbeing.  

The Social Democrat position paper of 12 May  

2020 entitled ‘A European Health Union – increasing  

EU competence in health – coping with COVID19 and  

looking to the future’ has opened a new chapter in the  

European project.  

With the pooling of European resources for the prefinancing  of research and public procurement of vaccines proving to  be more efficient in comparison to competitive bidding by the  member states, Europeans will be the first to feel the benefits of  a European Health Union (EHU). The potential scope for further  actions within the EHU is vast, with some avenues for moving  forward being clear. However, the risk of a return to a policy  where the EU does not act remains.  

The best choice for Europeans would be to amend the Treaty  on European Union (TEU) to provide the EU with the explicit  legal competence in health policy to construct a real European  Health Union, while preserving subsidiarity where functional.  The European Union should not be concerned simply with “a  single market” and “an economic and monetary union”. The call  for a more social Europe, for concrete progress towards the  Sustainable Development Goals (SDGs) and the Green Deal,  can no longer be dismissed. Health must be at the core of a  renewed Social Europe.  

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